
“Il crowd funding o crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni. È un processo di finanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. Il termine trae la propria origine dal crowdsourcing, processo di sviluppo collettivo di un prodotto”………..
Le parole fin qui citate non sono nostre, ma le potrete leggere su Wikipedia.
Negli Stati Uniti è già una realtà consolidata: farsi produrre un progetto chiedendo aiuto su internet.
Se non si hanno capitali per finanziare un’idea si può andare in banca, oppure si può cercare un sostenitore privato o pubblico.
Ma se nessuna di queste strade è percorribile si può provare con il “crowdfunding” una forma di finanziamento dal basso.
Ci sono appositi siti, come l’americano Kickstarter.com, sui quali i progettisti pubblicano un’idea e chiedono agli utenti di pagare una quota che li aiuti a raggiungere l’obbiettivo stabilito.
Al termine del periodo, le proposte si formano in versamenti veri e propri.
Chi paga lo fa per sostegno ideologico, per fiducia verso il progettista, ma anche per ottenerne vantaggi concreti, come sconti o una prelazione sull’acquisto.
Ma in Italia, come funziona?
La scena è ancora un pò immatura.
Esiste sì qualche sito come produzionidalbasso e boomstarter, ma i numeri sono ancora molto ridotti.
Vale forse più la pena di tentare a solleticare fascino oltreoceano.
Link: brandmakernews.com ……i 5 migliori siti stranieri















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