Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Archivio per la categoria ‘Case history’

I gioielli di Mr Cohen

InAccessori abbigliamento, Case history su 14 maggio 2013 a 8:00 am

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Tutto ebbe inizio su una piccola spiaggia, nel nord di Israele.
E’  lì che Maor Cohen come tanti adolescenti, un po’ per gioco e un po’ per guadagnare qualche soldo in più, comincia a creare e vendere semplici bracciali.

Qualche anno più tardi trova lavoro in una piccola gioielleria locale, come artigiano.

Il proprietario del negozio, riconosce subito il talento del giovane e lo promuove a progettista. Cohen comincia così a creare diverse linee di gioielli che presto aumentano la sua fama in Israele.
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Cire Trudon, la più aristocratica fabbrica di candele

InCase history, Oggettistica su 7 maggio 2013 a 8:00 am


Fondata nel 1643 dal droghiere e candelaio Claude Trudon, Cire Trudon crebbe a tal punto da diventare fornitore ufficiale della corte di Francia e di tutte le cattedrali del Paese.

Un monopolista della luce, insomma, almeno fino all’avvento dell’elettricità.

Allora si capì con immediatezza che si doveva cambiare volto, e Trudon non si ritrasse creando intorno al suo prodotto un plus-valore fino ad allora inesplorato, fatto di nuance olfattive e vibrazioni cromatiche.

Cire Trudon produce candele su licenza per clienti privati come Fornasetti, Miller Harris, Dior e ha uno sguardo sul mondo: Stati Uniti, Regno Unito, Australia, Giappone e Italia i clienti più affezionati. Leggi il seguito di questo post »

Kevin McShane: professione cartoonist

InCase history su 1 maggio 2013 a 10:00 am

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Illustratore e cartoonist.
Per se stesso e contoterzista.

Kevin McShane ha trovato la sua strada in questo mestiere.

In jeans blu, maglietta nera e scarpe da ginnastica reinterpreta ironicamente se stesso attraverso 100 ritratti ispirati alle serie create dai disegnatori più famosi al mondo.
Curioso risulta vederlo assumere le sembianze più disparate: da Charlie Brown a Homer Simpson.
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“Laureati artigiani”: storie di laureati che diventano artigiani

InCase history su 29 aprile 2013 a 8:00 am

laureati-artigianiLaureatiArtigiani nasce dalla curiosità per i temi legati al lavoro manuale e dalla volontà di capire come oggi il mestiere artigiano possa trovare nuova linfa dall’incontro con la formazione universitaria.
Dal sapere al fare, una tendenza in aumento tra i giovani italiani, vuoi per passione, vuoi per necessità.
Un percorso che porta i laureati a scegliere mestieri artigiani per far fronte alla crisi, per darsi un’opportunità, per seguire un sogno.

Il blog è un esperimento che raccoglie le storie di giovani che stanno intraprendendo un percorso dall’università alla bottega, tra difficoltà e aspettative.
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Shout: il caso di un illustratore italiano

InCase history su 19 aprile 2013 a 4:30 pm

shoutShout è un illustratore italiano che in realtà si chiama Alessandro Gottardo.

Vive a Milano, è nato nel 1977 e collabora con giornali come il New York Times, il New Yorker, il Wall Street Journal, TIME,  Newsweek,  Le Monde, l’Economist e molti altri.

In ogni disegno di Shout è raccontato un mondo, una storia fatta dagli elementi che vediamo e da quelli che non vediamo.
Quella che alleghiamo qui sopra, appare come una strana premonizione se la consideriamo alla luce deii recenti eventi di Boston.
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Scooter-man: un’idea da imitare

InCase history, Curiosità su 13 aprile 2013 a 3:30 pm

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In Inghilterra c’è una pubblicità che campeggia nelle toilette dei migliori ristoranti.
L’iniziativa si intitola “Scooter-man”.

Si tratta di un servizio che corre in soccorso a chiunque si sia trovato nella difficoltà di aver bevuto un pò troppo.
Una volta chiamato un autista della compagnia, questi arriverà sul posto a bordo di uno scooter pieghevole.
Riporrà il suo mezzo in una contenitiva. Caricata quest’ultima nel bagagliaio del cliente, guiderà l’auto fino a casa, per poi rientrare in sede a bordo dal suo mezzo a due ruote.

Costo del servizio? Analogo a quello di un taxi.
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InstaWATCH: il caso di successo di May28th

InCase history, Tecniche digitali su 9 aprile 2013 a 8:00 am

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L’idea degli americani di May28th permette di creare un orologio personalizzato caricando un’immagine da porre sul quadrante, attraverso un sistema che si connette alla propria galleria presente su Istagram o sul pc.

Stiamo parlando di InstaWATCH, un orologio dal braccialetto in gomma e quadrante rotondo che, se non fosse per la personalizzazione,  sembrerebbe in tutto e per tutto alla prima serie del più noto “gemello svizzero”.

Il loro sito permette di crearlo grazie ad un’interfaccia pulita, semplice e intuitiva.
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Fliz: un telaio sottosopra per una bicicletta a spinta

InCase history su 5 aprile 2013 a 1:00 pm

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Ecco Fliz: un pò bicicletta, un pò motorino, un pò girello.

Secondo gli inventori, Tom Hambrock e Juri Spetter, Fliz si ispira al movimento più vicino a quello dell’andatura umana.
Il prototipo potrà sicuramente generare stupore e forse anche ilarità, ma pensiamo che solitamente il coraggio debba generare rispetto.

Sulla funzionalità e la resa del mezzo non abbiamo dati sufficienti per poterci esprimere.
Resta il fatto che il “tandem” dei due inventori ci hanno creduto al punto tale da lanciarsi sulla rete.
Che siano esploratori o visionari di una nuova scuola di pensiero, lo diranno i risultati.
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Alan Friedman: fotografare il sole dal suo lato migliore

InCase history su 3 aprile 2013 a 12:10 pm

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Alan Friedman disegna di giorno biglietti d’auguri, ma di notte diventa un fotografo.
I suoi soggetti sono astri e pianeti e posano per lui dal cortile di casa.

Da quello stesso cortile riesce a mostrare l’attività solare, svolta in poche ore o minuti, in un modo dettagliatamente unico.
Per farlo gli è bastato procurarsi un telescopio da 8,89 cm, un particolare filtro chiamato Hydrogen Alpha e una webcam.

Friedman realizza così dei filmati che poi controlla fotogramma per fotogramma alla ricerca di quelli più nitidi, senza l’effetto delle distorsioni che l’atmosfera imprime.
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MakerHaus: un officina in condivisione

InCase history su 2 aprile 2013 a 12:00 pm

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Siattle. Frustrati da esigenze dettate da mancanza di spazio, di attrezzature professionali ed ausili idonei alla prototipazione, hanno pensato di fondare MakerHaus: una sorta di “coperativa” tesa a colmare esigenze primarie per chi approccia per la prima volta a progetti creativi di ogni genere.

MakerHaus è uno spazio in condivisione trasformato in un grande incubatore di idee.
Lo scopo è quello di dare la possibilità a tutti di realizzare i propri manufatti senza per questo dover fare fronte a grandi investimenti individuali.
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