Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

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Salone del Mobile 2013: tre giornate su due ruote

InRedazionali su 14 aprile 2013 a 1:00 pm

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Ad ogni nuovo appuntamento con il Salone del Mobile di Milano, gli osservatori più disincantati amano ripetere che tutto è già stato detto; che il design ha esaurito la sua carica creativa con i capolavori degli anni 50, 60 e 70; che le forme più belle sono già state pensate ed oggi le si può al massimo rileggere, reinterpretare, aggiornare.

Può darsi.
Nonostante questo c’è sempre qualcuno che ci prova, e fa bene. A dispetto delle invidie, dei disfattismi e delle brutte recensioni altrui spesso motivate da ragioni ad esso estranee.
Sono le invidie dei soliti soggetti. Vuoi perchè esiliati dai circuiti  dei padiglioni e dagli eventi del fuorisalone, o perchè snobbati dagli inviti. Vuoi perchè infastiditi da installazioni dal significato incerto, o più semplicemente perchè il disagio del traffico che ne consegue attraversa i percorsi che li conducono verso casa o verso il luogo di lavoro.
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L’Italia di oggi come la Repubblica di Weimar? Più differenze che analogie

InRedazionali su 6 aprile 2013 a 8:00 am

pupazzi-elettorali«Tutti i periodi storici infausti hanno qualche tratto comune, come l’hanno tutti i matrimoni mal riusciti».

Non è una frase nostra ma la frase con la quale Walter Laqueur parafrasò il suo saggio “La repubblica di Weimar” negli anni ’60 a dei commentatori statunitensi.

Ironia azzeccata poiché l’economia americana era in piena espansione, le istituzioni funzionanti e all’orizzonte non si vedevano forze in grado di destabilizzare la democrazia.

Come si vede l’analogia con la Repubblica di Weimar è un luogo comune ricorrente dell’analisi politica.
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Ai seggi con la speranza di una politica migliore

InRedazionali su 23 febbraio 2013 a 8:00 am

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Che la campagna elettorale potesse generare e proporre un modello di “società aperta” tra litigi, sgambetti e insinuazioni era pressochè illusorio.
Una cultura politica dai connotati di basso profilo tesa esclusivamente alla competizione interna al governo, non poteva generare nient’altro che quanto siamo stati in grado di vedere.

Tuttavia, la speranza che ci si ponga prima o poi la domanda fondamentale perchè una politica possa definirsi tale, non ci ha ancora abbandonato.

Ovvero: “Quale deve essere il fondamento etico dell’ordine sociale e politico del nostro paese?” Leggi il seguito di questo post »

Un paese alla deriva

InRedazionali su 27 gennaio 2013 a 11:00 am

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Ad un anno dal suo affondamento, lo scafo della Costa Concordia è ancora lì, coricata su un fianco.    Non mi stupisce.

E’ un’immagine-simbolo di un Paese alla deriva.

La campagna elettorale da poco cominciata è già inguardabile, illeggibile, inascoltabile.
E poi twitter, il nuovo giocattolo, il salotto vip in versione tascabile dove i potenti spettegolano tra loro di poltrone, alleanze e schieramenti.

Non uno, dicasi uno, che indichi una visione del mondo, una direzione di marcia.
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Agenda Monti: il valore ecologico dei beni durevoli

InRedazionali su 5 gennaio 2013 a 8:00 am

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Un rapporto di maggiore sensibilità verso l’ambiente  ci ha portato negli anni  a consumi più ecologicamente più consapevoli.
In molti casi ci ha portato a scegliere prodotti con ridotto volume di imballo, in altri casi a preferire prodotti ricavati da materiale di riciclo, in altri ancora di optare per prodotti composti da materiale totalmente reciclabile.

Ma quale è  il prodotto ecologico per definizione? Qual’è, se non quello che realizzato con materia reciclabile  impiegherà il triplo del tempo  rispetto agli altri prima di raggiungere il canale del recupero?
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Quando il consumismo diventa democratico

InRedazionali su 1 gennaio 2013 a 12:00 pm

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Viviamo in una grande contraddizione culturale.
Speriamo in una cosa e contestualmente anche il suo opposto.

Prima o poi però si dovrà scegliere.  Del resto non si può auspicare una rapida uscita dalla crisi ed allo stesso tempo predicare la “decrescita felice” .

Ammesso che sia felice, la “decrescita” è quello che stiamo già vivendo, ma non piace a molti.
Nè ci rende più umani.  Nè migliora i rapporti.  Nè si dimostra più rispettosa dei ritmi naturali.
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Un pensiero anticrisi all’alba di un nuovo anno

InRedazionali su 31 dicembre 2012 a 5:00 pm

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La visione del nostro futuro è affidata più alla testa o alla “pancia”?  Dipende dalle epoche ma alcuni atteggiamenti sono immutabili.

Meglio agire di istinto o affidarsi alla razionalità? Per secoli abbiamo contato sulla provvidenza divina.
Poi l’epoca industriale ci dimostrò quanto la ragione fosse vincente.

Oggi però le passioni tornano a contare.
Saranno loro a farci uscire dalla crisi?
Da sempre i filosofi analizzano il modo nel quale funziona la mente dell’uomo, una visione che spesso oscilla fra estremi opposti.
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…….Quei dannati pagamenti. Speranze per un anno migliore

InRedazionali su 21 dicembre 2012 a 7:30 am

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In un periodo così economicamente tormentato  e politicamente  controverso come questo, parlare di denaro, liquidità e pagamenti non fa difetto.
Nemmeno per quelli che considerano l’argomento denaro come un’offesa al buon gusto.

Fortemente richiesto dalle confederazioni dell’artigianato è arrivata il primo dicembre l’IVA per cassa per le aziende che hanno un volume di affari inferiore a 2 milioni di euro.
Per onor di sintesi: l’imposta va pagata solo dal momento in cui si matura l’incasso.
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Segnaletica condominiale: cartellonistica in via di estinzione

InCuriosità, Redazionali, Vintage su 1 dicembre 2012 a 8:00 am

Se si pone attenzione, nei pertugi più reconditi di alcune case, si trovano ancora segnali appartenenti ad altri tempi.
Erano segnali posti ad obbligo o divieto, con il tentativo di regolamentare una condotta di riferimento nell’ambito dei condomini di allora.

Ora a guardarli, sembrano quasi geroglifici appartenenti ad un’altra civiltà, ed alcuni di questi fanno quasi sorridere.

Erano tempi in cui i citofoni, non avevano ancora fatto apparizione di massa, i telefonini non c’erano, e pertanto la comunicazione viaggiava esclusivamente su un canale che vorremmo definire ” le grida “.
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Dove è finito il riposo, se anche il tempo libero è diventato fatica a tempo pieno?

InRedazionali su 10 novembre 2012 a 8:00 am

Il riposo è finito.
Sempre di corsa, una gara contro tutto e tutti.

Anche il tempo libero è diventato una fatica a tempo pieno.
Lavorare stanca, ma a volte avere un hobby diventa devastante.

Ogni giorno plotoni di individui di qualsiasi età varcano i loro portoni correndo, evitando auto e dirigendosi verso il parco più vicino.
Indossano orologi gps da jogging calcolando tempi, ritmi, calorie, pressione e frequenza cardiaca.
Oltre a questi c’è chi pedala, chi va in palestra trasformando quel tempo sottratto al lavoro, in un lavoro supplementare.
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