Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Archivio per la categoria ‘Tecniche digitali’

Il fotoritocco secondo Erik Johansson

InTecniche digitali su 23 maggio 2013 a 8:00 am

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Di meraviglie del fotoritocco ne abbiamo viste tante, ma il lavoro del fotografo svedese Erik Johansson riesce ancora a stupire.
Dimostra, oltre alla grande padronanza tecnica, un’inventiva ricca e brillante.

Dice di sé:
Per me realizzare un’idea è sempre una sfida, ci vuole molta pianificazione e preparazione per creare ogni immagine.
La fotografia è un modo di raccogliere materiale per creare un’idea, come la tavolozza di un pittore.
Forse il mio lavoro è surreale, ma la creazione non è uno sforzo, è soltanto il mio modo di concretizzare i miei pensieri.
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Flora Borsi: viaggi nel tempo a base di Copia-Incolla

InTecniche digitali su 22 maggio 2013 a 8:50 am

flora-borsi-time-travel.5Flora Borsi è una giovane fotografa ungherese appassionata di fotoritocco, travestitismo e fotografia di moda.

Nei suoi progetti spesso si fotografa mettendosi nei panni di qualcun’altro e provando a mimarne atteggiamenti ed espressioni.
Il suo lavoro diventa quindi quasi “performativo”: Borsi deve recitare una parte e trasmettere a chi guarda una serie di informazioni.

Una volta scattata l’immagine, Borsi utilizza Photoshop e altri software per completarla e creare qualcosa di nuovo.
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Todd McLellan: l’anima delle cose

InTecniche digitali su 16 maggio 2013 a 10:20 am

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L’artista Todd McLellan smonta oggetti molto comuni e poi li fotografa.
La serie di nature morte Things Come Apart nasce da un suo progetto precedente, Disassembled series, e funziona sull’idea di fotografare una cosa smontata e metterne in mostra ogni minimo componente, dallo strato più “esterno” ai piccoli e quasi invisibili pezzettini che fanno parte dell’oggetto, tutto in maniera molto ordinata.

McLellan utilizza buona parte del tempo a smontare l’oggetto e prepararlo per lo scatto.
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Le “ciclografiche” di Michael Valenti

InTecniche digitali, Tipografia su 14 maggio 2013 a 9:00 am

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I poster di Michael Valenti parlano di ciclismo.
Lo fanno in modo eccentrico esaltando le tappe storiche e gli itinerari classici del “circo” a due ruote.
Parigi – Roubaix, Freccia Vallone, Liegi – Baston, Mount Ventoux, Alpe d’Huez e molto altro ancora.

In questo clima di Giro d’Italia,alla vigilia della grandi salite, era difficile no citarlo.
Michael ha un trascorso nel mondo della comunicazione creativa.

In questi poster si dissocia molto dalle campagne pubblicitarie delle quali si è sempre occupato, ma hanno costituito il trampolino di lancio per aprire uno studio tutto suo il cui oggetto sarà inerente alla grafica comunicativa.
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Flora Borsi: inpirandosi ad “American Gothic”

InArte, Tecniche digitali su 9 maggio 2013 a 7:00 am

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Flora Borsi è un’esponente della nuova corrente artistica di Budapest.

I suoi lavori sembrano usciti a seguito di interventi su Photoshop.
Un ritratto dentro l’altro.
Quello reale e quello di un ipotetico modello in posa.

Rivolgere la propria memoria ad “American Gothic” non è casuale.

Molte opere d’arte hanno accettato ormai di buon grado l’intervento di un software per completarne delle parti.
L’unica cosa che non sono ancora stati in grado di fare è sostituire la fantasia del percorso creativo.
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I volatili iper-realistici di Johan Scherft

InDecorazione, Tecniche digitali su 3 maggio 2013 a 8:00 am

Johan-Scherft-modelsJohan Scherft è un modellista.
Ultimamente si è divertito a sviluppare un template, che gli permette di ricreare su carta le forme di colorati uccellini.

Riportate su carta le singole parti si ripiegano dando volume ad un soggetto in 3D.

L’uccellino iper-realistico che vedete in immagine non è reale.
O meglio, è stato montato pezzo per pezzo sulla base del kit da ritagliare.
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“Mitologie private”: ritagli di cartoline e fotografie

InTecniche digitali su 27 aprile 2013 a 12:30 pm

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Mirko Smerdel è un giovane artista italiano. Ha studiato all’Accademia di Belle arti di Firenze e poi alla scuola Naba di Milano.

Il suo lavoro è principalmente basato sul riutilizzo di materiali fotografici trovati (dalle immagini degli album di famiglia alle cartoline nei mercatini, quindi tutte cose di cui le persone si sono sbarazzate) con i quali costruisce qualcosa di alternativo e nuovo, attraverso il collage per raccontare storie nuove.

Mirko non si limita a selezionare e riproporre le cose trovate, ma prova a creare – per dirla con le sue parole – Nuove mitologie private.
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iDyssey: l’odissea fotografica di Stefano De Luigi

InTecniche digitali su 27 aprile 2013 a 8:00 am

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Il viaggio dell’Ulisse omerico lungo le coste del Mediterraneo ripercorso e documentato utilizzando esclusivamente l’iPhone.

Questa l’avventura che Stefano De Luigi ha vissuto tra marzo e maggio del 2012 utilizzando tutti i possibili mezzi di trasporto per attraversare il Mediterraneo da Troia a Itaca, dalla Turchia alla Tunisia, dall’Italia alla Grecia.

Miti e leggende antichissime si mescolano con la crisi greca, le aspirazioni tunisine e le storie di migrazioni che agitano ancora oggi le sponde del Mediterraneo.
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Rod Hoekstra: fotografare ad altezza aquilone

InTecniche digitali su 26 aprile 2013 a 1:00 pm

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Fotografare da un aereo o da un elicottero non dà completa flessibilità: per evidenti ragioni di sicurezza.  E’ sconsigliabile ad esempio avvicinarsi troppo a edifici o persone.

Così, per fotografare dall’alto ma non troppo, per sperimentare prospettive insolite e per avere uno sguardo aereo che non richieda mezzi costosi è nata la Kite Aerial Photography, che esiste dalla fine del 1800 ma che solo ultimamente, grazie alla maggiore accessibilità della strumentazione, si sta diffondendo su scala più ampia.

Gli scatti che vedrete di seguito sono del fotografo Rod Hoekstra, fotografo di Seattle che per anni ha affinato questa tecnica.
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Il mondo buio di Julien Mauve

InTecniche digitali su 26 aprile 2013 a 12:00 pm

julien-mauve.3Il fotografo francese Julien Mauve mostra come sarebbe il mondo senza luce artificiale.

La serie di fotografie ““After Lights Out” mostra un mondo notturno dove una piccola luce diventa simile a faro di speranza, un segnale minuscolo dell’esistenza dell’uomo nel buio.

Mauve interviene digitalmente per accentuare l’effetto notte e la narratività delle immagini, e lavora con le luci come fosse il direttore della fotografia di un film.
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