Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

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Il tavolo istantaneo di Why the Friday

InArredo su 15 maggio 2013 a 10:00 am

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Tutto il segreto risiede in un martinetto.
Niente morsetti, ganasce, viti o quant’altro.

L’idea primaria era quella di realizzare un supporto che potesse rendere stabile, come un banco da lavoro, una qualsiasi tavola di legno.

Il team di Why the Friday ha ralizzato questo banale concetto dove la sagoma elittica in legno ruota su se stessa trasformandosi in una sorta di cuneo per il relativo bloccaggio.

L’aspetto maggiormente curioso risiede nel fatto che con questo sistema le tavole di appoggio potranno avere spessori variabili.
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Brevity: la propria firma in un ciondolo

InAccessori abbigliamento su 4 maggio 2013 a 8:00 am

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Se la firma è qualcosa di strettamente personale, c’è qualcuno che ha pensato di trasformarla in un ciondolo.

Se si dovesse scegliere di indossarla, Brevity ne ha confezionato la formula.

Si inviano cinque – sei – sette firme in modo da poterne leggere le caratteristiche principali, attraverso un documento scannerizzato.
Loro riprodurranno quello più facilmente compatibile alla lavorazione conseguente.
In acciaio, placcata argento o placcata oro sarà solo un aspetto soggettivo. Così come la disposizione: in senso orizzontale o verticale.
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Jon Lock: quella catena che sembra un lazo

InOggettistica su 30 aprile 2013 a 8:00 am

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Quelli di Dalman Suppli Co hanno mascherato un normale cavetto in un qualcosa di diverso.

Arricciato alle estremità presenta due asole pronte per serrare l’anello di un lucchetto.
Per capocorda, una fettuccia di pelle fustellata  ne delimita i contorni.
Un canapo attorcigliato  isola il cavo di acciaio mantenendolo come anima, evita gli attriti e lo fa assomigliare ad un lazo.
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Un portachiavi molto semplice

InIspirazioni, Oggettistica su 9 aprile 2013 a 8:30 am

general-manufactoring-keyring.3Il portachiavi che abbiamo trovato in rete è una molla in ottone molto semplice.
All’asticella tagliata e debitamente ripiegata sono state aggiunte sezioni in gomma colorate per conferire un carattere identificativo ai vari mazzi da comporre.

Il sistema è ottimo per poter recuperare sezioni di metallo avanzate da lavorazioni pregresse.
Più difficile sarà organizzare una lavorazione meccanizzata tale, da poter ottimizzarene un costo finale accessibile.
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Uno specchio in metallo

InOggettistica su 20 marzo 2013 a 9:30 am

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Prima che i vetrai veneziani inventassero, nel’300, lo specchio per come lo conosciamo oggi, si utilizzavano metalli lavorati e lucidati.
Dunque lo specchio era già lì, seppure invisibile, dentro ad una roccia dalla quale ricavare rame o stagno.

Resta il fatto che per secoli possederne uno, fatto di leghe come il bronzo o l’ottone, era indice di benessere economico.
Ma c’è differenza tra il guardarsi in uno specchio “moderno” e in uno antico, in metallo?

Pare di sì.  Come c’è differenza tra una foto analogica ed una digitale, sebbene siano entrambe innegabilmente fotografie.
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Newton Consolle: alluminio ed uno strato di vernice sfacciatamente lucido

InArredo, Ispirazioni su 6 marzo 2013 a 8:00 am

newton-consolle.3Quello che state osservando è una consolle. E’ realizzata in alluminio.
Non sembra, eppure riesce a riflettere in questo modo così brillante grazie ad uno strato di verniciatura lucida rilasciata sulla sua superficie.

Denominata “Newton consolle” è frutto della fantasia di Boca do Lobo, una società che si occupa di arredi lussuosi ed un pò “vistosi” per alberghi e luoghi di ricezione pubblica.

Il progetto in questione apre una riflessione, cioè quello di come moduli indipendenti e diversi, possano assumere forme interessanti una volta assemblati e saldati fra loro.
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Il “materialismo” di Klaus Lichtenegger

InCase history su 5 marzo 2013 a 5:28 pm

klauslichteneggerCon un background di ingegneria meccanica, amore per il disegno e rispetto per la componente artigianale, Klaus Lichtenegger si autoproclama un “materialista”.

Lavora legno, cuoio e metallo.  Lichtenegger produce pezzi artigianali  che mettono in discussione alcuni preconcetti comuni. Uno di questi è il suo rifiuto nel voler confinare l’utilizzo di un materiale nello stretto contesto entro il quale viene comunemente recepito.
Surface, per esempio,  è uno sgabello composto da una serie di pali in legno, ma nel sito al quale vi rimandiamo troverete molto di più.
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Le clessidre secondo Bruno Venturelli

InArredo, Oggettistica su 3 marzo 2013 a 12:54 pm

L’oggetto preferito di Bruno Venturelli è la clessidra.

Una passione che gli permette di sposare la concretezza dei materiali e della manualità a uno dei concetti più astratti che “non conosciamo”: il tempo.

Capita allora che intelaiature severe nascondano un’anima fragile e trasparente; bricolages che incrociano orme pesanti (le parti metalliche, i bulloni, le viti, le molle, frammenti di un mondo meccanico ora costretto all’immobilità), e placido scorrere di memorie leggere (le sabbie di mari lontani, le polveri fini, i cristalli pestati).

A tutto destinate fuorché a misurare il tempo.
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Il pizzo in ferro per Gestion René Desjardins .

InArredo, Ispirazioni su 20 febbraio 2013 a 8:00 am

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Al primo sguardo sembra una pannellatura posta come parapetto a un vano scala.
Invece, centinaia di elementi cilindrici saldati tra loro, sono il requisito principale di questa realizzattazione in ferro.

Un motivo ripetitivo che alterna spazi vuoti con spazi pieni ingannando lo sguardo come fosse un elemento continuo.

Il progetto Iron Lace è frutto dell’intuizione di Gestion René Desjardins.
Un progetto che mette in primo piano come elementi inusuali possano diventare alternative alle linee progettuali maggiormente percorse, magari recuperando sfridi di lavorazione.
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Gli animali in latta di Barbara Franc

InArte, Riciclo su 14 febbraio 2013 a 8:00 am

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Ispirata dalle forme di alcuni animali, Barbara Franc cerca di catturare il senso del loro movimento immobilizzandolo nelle sue sculture.

Ottiene queste ultime riutilizzando materiale metallico di recupero proveniente da lattine per alimenti.

Oltre la serie dedicata a questi volatili si può apprezzare meglio il suo lavoro navigando il sito presso il quale vi rimandiamo.
Cani, cavalli, pappagalli, pesci, sono soggetti che nascono da una condizione reale.
Grifoni e draghi invece sono frutto della sua fantasia.
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