Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Televisione: evasione o frustrazione?

In Lifestyle, Redazionali on 28 gennaio 2012 at 12:38 am

La televisione, è un “rifugio” più volte da noi bocciato come mezzo di evasione, stimolo e spettacolo.
Non vogliamo essere banali, ma purtroppo, frustrati a nostra volta in periodici tentativi di rivalutazione del mezzo come ausilio di intrattenimento, ci scontriamo con quanto avevamo già constatato.

Il sopraggiungere della stagione invernale, e quel vecchio trucco pigro di risparmiare qualche soldo, ci incanala verso serate che responsabilizzano il nostro televisore in funzioni di strumento per lenire i nostri tormenti, e farci vivere qualche ora senza pensare.
Nulla di più sbagliato!!
La televisione si avvolge sempre più intorno a se stessa, produce virus e antivirus, mostri e cavalieri, vittime e carnefici.

Nei titoli di testa dei giornali, dove una volta campeggiavano il dibattito politico e lo scontro sociale, ora si alternano Minzolini e Gabanelli, Santoro e Feltri, Fazio e Floris, Dandini e Vespa.

Nessuna sorpresa che il popolo, di destra e di sinistra, si sia ormai fatto declassare in pubblico in pura tifoseria televisiva, nella convinzione che il prevalere della propria parte possa dipendere dal miglior sermone di Travaglio, dalla più bella vignetta di Vauro, dal più acido commento di Belpietro.

Anche la rete s’è arresa al vecchio medium che pretendeva di sostituire: alla vigilia dei talk-show più caldi si eccitano forum e gruppi d’ascolto.
La mattina dopo, lo scontro fra i big è replicato in versione povera, con l’unica originalità del linguaggio senza limiti.
La politica insegue, reclama spazio, si adegua all’agenda dei conduttori, accetta ogni tema pur di esserci.

Per tanti eletti dal popolo la materia prima di lavoro non sono il fisco, i rifiuti, la disoccupazione, ma il contratto di Benigni, i moniti al Tg1, la sospensione di Santoro: è anche il prezzo da pagare per essere poi ammessi a battersi nell’arena.

Banale dire che la vita vera rimane fuori, perché ormai sappiamo che invece la realtà attraversa lo schermo e ne è in gran parte prodotta.
Siamo rassegnati alla videocrazia bipolare, la studiamo e ci muoviamo ai suoi margini, evitiamo il passatismo, aborriamo ogni snobismo.
Solo, preferiremmo che non chiamassero questo infinito mero show, come libertà di stampa.

Carlo Cazzaniga

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