Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Serve anticonformismo… partendo dal tubetto del dentifricio

In Lifestyle, Redazionali on 5 maggio 2012 at 8:12 am


Quando i tubetti delle paste dentifricie erano fatti di zinco o di altre leghe plasmabili, il suo consumo partiva dal fondo fino ad arrivare al tappo.
Per chi amava l’ordine, senza godere di una spiccata abilità manuale, una chiavetta arrotolava con regolarità il tubetto fino alla fonte.
Per chi non amava l’ordine stesso, c’era sempre qualcuno che lo faceva per lui.

Ci penso ogni mattina, osservando quei tubetti oggi in plastica, che per effetto memoria ritornano alla forma originaria indifferenti ad ogni genere di pressione.
Ci penso volgendo alla memoria a quelle gnaolanti raccomandazioni che mi sentivo fare da ragazzo, e capisco che nel tempo, l’industria ha preferito andare incontro a certe esigenze dettate più dalla pigrizia che dal buon senso.

Sono certo di non essere l’unico a pensarla così, eppure designer obsoleti continuano a progettare oggetti simili,  proni alla mera richiesta del committente.

Morale: il conformismo è la tomba del progetto di design.
Indipendentemente dalle migliaia di tubetti che ogni giorno si producono e si gettano (fattore difficile da non sottolineare), mi chiedo quanto le nuove leve di progettisti siano in grado di dare nel prossimo futuro, una ventata di intelligente anticonformismo con la più totale libertà di pensiero.

Me lo domando osservando una generazione di under 35 che si trova a ripensare un mondo nuovo,  “votata al soldo” per meri motivi economici.

Cosa succederà dopo questa generazione ormai attardata nel rito dell’happy hour con tanto di bicchiere in plastica ?
Cosa succederà dopo l’esercito dei Suv come unica aspirazione ed espressione di personalità ?

Succede che un modo nuovo di vivere prevede l’esistenza di internauti che ricevono di tanto in tanto amici a casa senza perdere le notti sui marciapiedi, ma le consumano all’infinito in connessione e spesso insieme.
Mangiano a casa per non perdere troppo tempo, amano le sedute comode e non hanno disponibilità per numerosi week end fuori porta.
Non hanno più la televisione intesa come “tempietto” da salotto, bensì tablet ed altre formidabili diavolerie. Nell’inconsapevolezza generale stanno inventando un nuovo modo di vivere, abitare, convivere e comunicare.

Questi segnali produrranno nuove correnti di pensiero e di conseguenza nuovi prodotti, molto probabilmente semplici e sempre meno concettuali.
La speranza è che l’anticonformismo possa produrre miglioramento e non semplicemente il puro concetto di “diverso”.

C’è un periodo trascorso che è stato definito come il periodo d’oro del design.
Ci ha regalato prodotti ed intuizioni che sono arrivati inossidati fino ai giorni nostri, anche se contestualmente ha dato i natali ad errori chiamati Eternit, resine fenoliche, formiche…….
Ogni periodo richiederebbe molte chiavi di lettura, e a volte non basta.

Spesso diventa come leggere un bilancio economico: diventa positivo o negativo in funzione di come lo si legge.
Resta il fatto che il successo spesso rimane circoscritto solo dove esiste libertà di pensiero.
E ad oggi, non ci siamo ancora arrivati.

Carlo Cazzaniga

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