Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Vivere pavidamente per poi cercare l’avventura. Ma quando la smetteremo di essere anormali?

In Lifestyle, Redazionali on 8 settembre 2012 at 8:00 am

Dilagano gli sport rischiosi, ma viviamo nell’epoca più sicura della storia.
Eppure la paura ci fa sentire vivi.

La contraddizione è paradossale eppure è un dato di fatto.
Gli sport paurosi dilagano attraverso nomi affascinanti quanto i titoli dei romanzi di Jules Verne: rafting, canyoning, bungee jumping, kytesurfing, in una rincorsa senza freno a chi riesce a rischiare di più tremando di meno.

Sono anni che non vedo un bambino arrampicarsi su un albero …….i giochi pericolosi sono pressochè scomparsi. Niente più fionde, nè tuffi dagli scogli.
Neppure quelle discese a rotta di collo in bicicletta, nemmeno con il casco. (quando il casco era, fino a qualche anno fa, un articolo solo per motociclisti).

Farsi male è una colpa.
La “mamma” de “Il barone rampante” di Italo Calvino, oggi chiamerebbe i pompieri.

Questa è la prima generazione di bambini a cui è stata vietata l’esperienza del pericolo.
E non conoscendone i contorni sarà ancora più pericoloso per loro avvicinarvisi in un prossimo futuro.

Questa è la prima generazione di genitori che ha fatto corsi di primo soccorso in azienda, se non sono stati addirittura investiti del ruolo di responsabile della sicurezza.

Penso allora ai grandi libri dell’infanzia: “La guerra dei bottoni”, “I ragazzi della via Pal”, “Peter Pan”…….  in fondo raccontavano tutti la stessa storia, ovvero come affrontare la paura.
Tutti abbiamo paura di qualcosa, ma perchè abbiamo paura di crescere?
Mi rendo conto che abbiamo sostituito i rischi reali con quelli artificiali.

Me ne rendo conto quando capisco che si “vendono” esperienze terrorizzanti.
Le stesse persone incontrate nelle case,  attente nel prevenire incidenti domestici attraverso spigoli arrotondati, cancelletti di sicurezza, e confezionamenti battereologicamente sterilizzati, li trovo appesi con un’imbragatura a venti metri d’altezza dopo aver passato un anno dietro la scrivania di un ufficio.

Certo è, che avere paura di qualcosa è molto meglio che aver paura del nulla.
Sveglia corpo e mente ………ma soprattutto, non ti anestetizza di angoscia.

Carlo Cazzaniga

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