Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Quel modo di ciondolare al museo

In Redazionali on 15 settembre 2012 at 8:00 am

Gli occhi seguono un punto indefinito nel vuoto, le teste si voltano alla ricerca di un divano, di uno shop o di un angolo di ristoro.
Tutto potrebbe far pensare ad un atteggiamento di disinteresse, ma spesso risulta più apprezzabile della “bulimia compulsiva” di qualche maturo genitore.

Ho sempre pensato che bisognerebbe prima lavorare e poi studiare.
Si impara ad apprezzare lo studio solo dopo una certa età, proprio come i musei.
Ma questo meccanismo non è così scontato per tutti.

Lo si nota quando in un museo entrano i gruppi.

Passano da un quadro all’altro in pochi istanti, compulsivamente, più rapidamente che se guardassero vetrine di negozi.

Per poi uscire dal museo commentando per cinque minuti con tutta la famiglia e poi cercando sulla guida il museo più vicino da andare a visitare.

Lo spunto ci viene da una nostra recente visita al museo di Scienza e Tecnica di Milano Leonardo da Vinci, spunto che è stato ulteriormente confortato da un articolo di Andrea Bajani apparso su io-donna al quale vi rimandiamo.

L’articolo risulta ancor più incisivo attraverso le immagini della galleria del fotografo Mario Daniele dal titolo:“nei musei”.

Nella vita non è indispensabile avere un’opinione per poter vivere.
Nemmeno saper argomentare su tutto se una certa cosa non ci interessa.

Val più la pena di ascoltare se stessi e lasciare che l’arte intacchi solo quando è lei a ritenerlo opportuno. Solo così se ne rimane “trafitti”.
L’arte non è una cosa da ricercare, bensì è qualcosa che cerca noi.
La cultura forzata per le masse rimane solamente un’idiozia e cercare di consumarla come si fa sfogliando un quotidiano è solamente tempo perso.


Link:  patrimoniosos.it  “L’arte di ciondolare dei ragazzi al museo” di Andrea Bajani
Link:  mariodaniele.it  “nei musei” gallery

Carlo Cazzaniga

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  1. il Museo è il cimitero dell’Arte in attesa di eventuali resurrezioni.

    Il Museo è antropologia dell’Arte, e come in tutti i musei di tutte le scienze umane e no, ciò che ammiriamo è solo la memoria dell’opera dell’uomo o della Natura.

    Al museo si accede per rapire o rapinare ciò che è divenuto d’altri, quindi, l’interesse del pubblico, spesso non si fonde con il “desiderio”, uscendone annoiati o interdetti.

    L’uomo, come primate, funziona per imitazione; si lascia stregare dall’ Idea Proposta, facendola sua, ripetendola altrove camuffata, generando derivati pregni di metamorfosi.

    La Metamorfosi genera al suo apice il capo-lavoro, come è vero che, la Metamorfosi è la generatrice di quella fame chimica di sapere, fame, per generare cose nuove.

    Diceva Zeus: ” immagini simili ma non uguali.” … Arte dell’inganno.

    E’ il Desiderio nel primate che fa apparire appetitoso o magico il capo-lavoro, tutto il resto – come dici tu- resta esposizione immobile, vetrinistica di prodotti privi di interesse.

    Il pellegrino museale spesso è un bulimico insoddisfatto del delicato sapore del sapere, cercando disperatamente sapori forti, soddisfacenti una metafisica magica disperatamente appagante.

    Questo compito lo può svolgere solo un artista vero, non un ingannevole copista.

    enea anchise

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