Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

…….Quei dannati pagamenti. Speranze per un anno migliore

In Redazionali on 21 dicembre 2012 at 7:30 am

banconote-monopoli

In un periodo così economicamente tormentato  e politicamente  controverso come questo, parlare di denaro, liquidità e pagamenti non fa difetto.
Nemmeno per quelli che considerano l’argomento denaro come un’offesa al buon gusto.

Fortemente richiesto dalle confederazioni dell’artigianato è arrivata il primo dicembre l’IVA per cassa per le aziende che hanno un volume di affari inferiore a 2 milioni di euro.
Per onor di sintesi: l’imposta va pagata solo dal momento in cui si matura l’incasso.

L’altra notizia riguarda la legge sui mancati pagamenti: il Dlgs 192/2012  che recepisce una direttiva europea volta ad alleviare le sofferenze di liquidità, soprattutto da parte di piccole e medie imprese.

Si tratta di un provvedimento largamente atteso soprattutto in paesi come il nostro, dove non si conoscono formule di pagamento a 21 o 30 giorni come invece avviene in quella parte d’Europa che sta oltre la catena delle Alpi.

Il Dlgs 192 prevede, per contratti firmati dopo il 1°gennaio 2013, pagamenti per beni e servizi tra imprese e tra pubbliche amministrazioni e imprese nel termine standard di 30 giorni, salvo diverso accordo tra le parti, fino ad un massimo di 60 giorni se giustificato in particolare dalla natura o dall’oggetto del contratto.
Come nel caso delle pubbliche amministrazioni.

La nuova normativa introduce anche nuovi indennizzi per le imprese in caso di ritardato pagamento per interessi di mora ad un tasso di interesse pari al tasso applicato dalla BCE maggiorato dell’ 8%.
Tra le imprese vige il principio della libertà contrattuale: ovvero sono possibili pagamenti oltre i 60 giorni pattuendo espressamente il termine, sempre che ciò non risulti gravemente iniquo per il creditore.
Quest’ultimo, in caso di grave iniquità potrebbe ricorrere al giudice o all’Antitrust direttamente o per tramite delle associazioni di categoria contestando l’abuso di posizione dominante.

Purtroppo il Dlgs 192/2012, apprezzato da tutte le organizzazioni di categoria, non include espressamente i pagamenti delle pubblica amministrazioni per gli appalti di lavori pubblici.

La Commissione Europea dice che la direttiva li include, mentre il Governo italiano ne ha allegramente dimenticato il senso a dispetto di Bruxelles.

Parlando di filiere produttive viene allora da chiedersi sulla base questo principio, se ci sara mai una regola che si possa definire tale.
O meglio se, anche in presenza di nuove normative, valga ancora la naturale diffidenza nell’ affrontare commesse sostanziose  con serenità .

E che dire poi del cosidetto credito al consumo, formula che per sua natura si pone come naturale contraddizione al Dlgs 192?

Non vorremmo che come al solito ci fossero i presupposti per ritornare alla solita equazione:
grandi cantieri= non sai quando cominci, non sai quando finisci e soprattutto non sai quando prendi i soldi.

Carlo Cazzaniga

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