Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Agenda Monti: il valore ecologico dei beni durevoli

In Redazionali on 5 gennaio 2013 at 8:00 am

mario-monti-riciclo

Un rapporto di maggiore sensibilità verso l’ambiente  ci ha portato negli anni  a consumi più ecologicamente più consapevoli.
In molti casi ci ha portato a scegliere prodotti con ridotto volume di imballo, in altri casi a preferire prodotti ricavati da materiale di riciclo, in altri ancora di optare per prodotti composti da materiale totalmente reciclabile.

Ma quale è  il prodotto ecologico per definizione? Qual’è, se non quello che realizzato con materia reciclabile  impiegherà il triplo del tempo  rispetto agli altri prima di raggiungere il canale del recupero?

Se una certa buona industria ha fatto giustamente vanto di scelte a vantaggio di un migliore rapporto con l’ambiente, è altrettanto vero che un certo  buon artigianato non ha mai fatto determinate economie di scala, nè in fatto di materia prima, nè in fatto di trasformazione, speculando su lavorazioni a basso costo o con  procedimenti di lavorazione di dubbia moralità ecologica.

Che reciclare costituisca un costo non è certo un mistero.
Spesso supera addirittura processi meno virtuosi. Ma reciclare veramente, significa procastinare nel più lungo termine possibile, il collocamento di beni in recicleria.

Ne fa menzione anche un passo della recente Agenda Monti dalla quale ne riportiamo lo “stralcio” relativo:

-” …Agli sforzi già in atto per ridurre e differenziare la produzione di rifiuti, che vanno mantenuti e possibilmente rafforzati, occorre affiancare sia una produzione efficiente, in grado di allungare il tempo di vita dei prodotti, sia un rilancio del riciclo, in linea con i migliori esempi europei dove lo smaltimento in discarica è stato azzerato.
Gli standard di qualità europei ci chiamano a cambiare la nostra mentalità in relazione alla gestione dei rifiuti, privilegiando, laddove possibile, il riciclaggio e il riutilizzo.
Serve puntare ad un abbattimento degli smaltimenti (in Italia riguarda il 50/60% dei rifiuti).
Per questo serve promuovere l’innovazione aprendo i mercati a prodotti realizzati con materiali riciclati, che dovrebbero essere certificati e garantiti, e alla produzione e l’utilizzo di materie prime biodegradabili combiando certe abitudini degli italiani…”

Carlo Cazzaniga

Via:   agenda-monti.it   il testo integrale

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