Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Quel concetto astratto chiamato felicità

In Lifestyle, Redazionali on 16 giugno 2013 at 9:00 am

Iremember-be-happyNon è facile essere felici. Lo è ancora meno definire in che cosa consista esserlo.
Raggiungere, conservare, recuperare la felicità è per gran parte dell’umanità il movente principale che ha sempre giustificato un’abnorme profusione di azioni e di capacità di sopportazione da parte dell’uomo, in qualsiasi epoca storica.

Secondo Sigmund Freud essere felici deriva dalla soddisfazione per lo più provvisoria di bisogni che sono stati  fino a una certa misura ostacolati.

La realtà del nostro mondo ci propina invece una serie di soluzioni dandoci l’impressione che tutto sia privo di qualsiasi barriera.

Credo a riguardo che il bisogno più ostacolato risieda principalmente nella mancanza di chiarezza.
Procediamo in uno stato di disorientamento in un territorio apparentemente senza limiti ma dove non sono chiari nè i percorsi nè le mete.
Siamo disorientati perchè non sappiamo cosa è bene e cosa è male,  cosa è vivo e cosa è morto,  cosa è scienza e cosa è fede,  cosa è bello o brutto, reale o virtuale.

Disorientati dal chiacchiericcio della televisione, dalle tensioni sfogate nel traffico, dalle lusinghe della pubblicità, dalla seduzione del progresso, passando dai legami genetici a quelli di famiglie ibride.
Insieme alle grandi certezze sono scomparsi i grandi leader, le grandi ideologie i grandi maestri.

Nella sua corrispondenza Flaubert ci ha lasciato un pensiero che ben si concilia con questa condizione.
“Quando gli dei non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marco Aurelio c’è stato un momento unico nel quale è esistito l’uomo,  solo. “
Quel momento di sospensione, magico e pauroso al tempo stesso, generò l’era di Adriano, la più felice di tutta la storia romana.

Forse, per progettare una nuova e felice era di Adriano ci occorrerebbe un pò più  silenzio.

Carlo Cazzaniga

© Daily Lab – ilSole24Ore – Tutti i diritti riservati

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  1. La felicità è una condizione interiore. L’errore sta nel ricercarla fuori di noi.

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