Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Tatuaggi: affermazione della personalità o modifiche autoinflitte?

In Lifestyle, Redazionali on 17 novembre 2013 at 8:00 am

barbie-tatooIn merito al fenomeno dilagante dei tatuaggi,  ho letto di recente una teoria che recitava più o meno così:
“…tatuare il proprio corpo, e dunque sporcarlo, è un modo per appropriarsene strappandolo alle grinfie materne…”

Se questa interpretazione fosse corretta, potremmo dire che c’è un buon 30% di europei tra i 18 e i 30 anni che, dovendo pur trovare una ragione di conflitto con i genitori sempre più accondiscendenti, si è “buttata” sui tatuaggi come pratica espressiva.

Del resto, se si osserva il fenomeno dell’espressione del corpo nell’evoluzione dell’ultimo decennio, si percepiscono alcuni dettagli che riassumono i tratti principali del cambiamento.
Nel 2008 qualcuno aveva decretato che il corpo aveva bisogno di cure ed attenzione e conseguentemente fu decontestualizzato l’esercizio ginnico a favore della palestra domestica (caso Tecnogym). Nel 2010 qualcuno dettò che la libera espressione del corpo poteva essere asservita per veicolare un messaggio (“operazione” Lady Gaga). Nel 2012 si pensò invece che il corpo potesse diventare elemento erogante. Non più indossando un abito che ci rappresentasse, bensì “vestendosi” con il proprio corpo. Al punto che uomo e donna avrebbero potuto scambiarsi d’abito senza per questo perdere la propria identità (fenomeno core-gender).

Appurato questo però, risulta curioso notare come il tatuaggio in quanto tale finisca per datare i corpi, così come un tempo facevano pandemie,  guerre e non solo.
La gotta è stata una malattia sociale che riporta al Settecento e all’Ottocento. La poliomelite ha segnato invece i corpi del secolo scorso.
Il “bollo” del vaiolo, oggi del tutto scomparso, ha segnato le spalle di intere generazioni.

Ora invece, quasi del tutto debellate le grandi malattie sociali, ci sono invece le modifiche autoinflitte: eccesso di pesi in palestra, seni e labbra gonfi in modo innaturale, depilazioni totali e permanenti, tatuaggi di massa.

Tutti lo vogliono perchè è “per sempre”, nonostante il fatto che per forma e per principio, nessuno di noi creda più nel concetto oggettivo del termine.

Capita allora che diventa bello sposarsi perchè esiste anche il divorzio e inconsciamente tatuarsi perchè “tanto”,  lo puoi sempre cancellare.
Di conseguenza, come negli ultimi tre anni si sono moltiplicate le licenze di tatuatore, c’è stato un boom di una attività simbiotica e parallela: quella dei tecnici del laser pronti a “sbianchettare” le epidermidi di un crescente numero di pentiti.
Pentiti che nel frattempo non si sono risparmiati nell’ammorbare di descrizioni decine di conoscenti sul senso profondo delle loro scelte,  e di dettagli sulle più intime esperienze personali.

Carlo Cazzaniga

© Daily Lab – ilSole24Ore – Tutti i diritti riservati

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