Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Lettera aperta a John Elkann

In Redazionali on 21 maggio 2014 at 4:00 pm

il-fatto-quotidiano-john-elkannDa un articolo de “Il fatto quotidiano” apprendo che John Elkann, nelle vesti di Presidente della Fiat, in un incontro con gli studenti a Sondrio ha dichiarato che “molti non colgono le tante possibilità perché non hanno ambizione“.

Wikipedia ha pensato bene di aggiornare la biografia sottolineando: “Figlio di papà e paracu..“.

Il giudizio va ad aggiungersi a quelle del collega Padoa Schioppa che li definì “bamboccioni”.

A nostra volta, qualcosa di indefinibile, ci impedisce di non prenderne le distanze

Milano 21/05/2014

Caro John,
scusami se mi permetto tanta confidenza, ma volevo fare due considerazioni in merito ad alcune affermazioni che hai fatto ad una platea di giovani studenti in quel di Sondrio.

Faccio parte di quella generazione che viaggiava in autostop mentre tu avevi da qualche anno terminato la fase di svezzamento.
Lo si faceva per risparmiare qualche lira e per trascorrere qualche giorno supplementare in una canadese.
Nonostante il fatto che il più delle volte ci raccogliessero automobili che costruiva tuo nonno, la vita ci sorrideva. Quel mondo ci bastava così: bello e libero.
Avresti dovuto provarlo John.
Sono certo che sarebbe piaciuto anche a te.

Le prime bollette da pagare poi sono state delle emozioni ancor più forti. Si andava a fare la spesa al mercato nell’orario di chiusura, quando il costo dei carciofi si abbassava del 30%.
Guadagnare novecentomilalire e spenderne più della metà per un affitto era una scossa adrenalinica costante, forse più eccitante di un’assemblea degli azionisti.

il-fatto-quotidiano-john-elkann.2

Voglio dirti una cosa,  John, e te la posso dire dall’alto dei miei cinquant’anni.
In questi tre decenni di libera professione di artigiano ho incontrato  centinaia di italiani: laureati e non, pluri-specializzati e tecnici, artisti, scrittori, ingegneri, matematici, chimici … quasi tutti incazzati e sofferenti. E sai perché?
Perché il loro “viaggio” (come lo chiami confidenzialmente tu) non è mai stato quello che normalmente prelude una vacanza, ma una ragione di sopravvivenza, indotto da un mondo economicamente diseguale.

Forse in famiglia non ne avrete mai parlato, e lo capisco perchè parlare di lavoro e di denaro a tavola è sempre stato disdicevole.
Eppure una riflessione, da parte di persone che hanno studiato, di tanto in tanto me la aspetterei (perchè il problema di studiare non è solo leggere, ma capire cosa c’è scritto ).
Nascere ricchi non è una colpa. Casomai è una fortuna.
Quello che mi stupisce è che ancora una volta mi rendo conto che il patrimonio non è sempre direttamente proporzionale al buon gusto e all’educazione.

Affermare che nei giovani di oggi manca ambizione è un pò come dire ad un cieco “Guarda dove vai!”  o “Muoviti!” ad uno storpio.
“Andare lontano” è un esercizio che richiede forza di volontà, voglia di emergere, fortuna e altre qualità.
Però dipende da dove sei partito, caro John.

il-fatto-quotidiano-john-elkann.1

Quando avevo ancora molti capelli in testa, desideravo essere ricco.
Per ambizione ci ho anche provato.
Poi un giorno, mentre lavoravo a testa bassa per costruire la mia ricchezza,  incontrai un signore che mi disse:  “Ricchi non si diventa lavorando. Con le conoscenze si fanno i primi soldi. Con quei soldi si fanno altri soldi.”
Finsi di capire e girai su me stesso facendo spallucce.
A distanza di tent’anni capisco che oggi,  anche se avessi nel cassetto il progetto di un motore rivoluzionario che sprigiona cavalli alimentato ad orina e deiezioni umane, ci farei ben poco.
Non saprei come farlo conoscere, nè venderlo. Non saprei con chi parlarne e neppure di chi fidarmi.

Mi viene allora da chiederti : “Dove sta il segreto del tuo successo?”.
Quel segreto che ti permette di vendere per trent’anni una Panda .
Quel segreto che è capace per moda di calzare le scarpe sul naso  o di vendere un prodotto da un centesimo a cento euro trasformandolo in feticcio.
Come imprenditore  sagace e risoluto come ti ritengo non potrai che capire queste mie perplessità, e ti prego di non rispondermi con una citazione qualsiasi trovata in un taschino del blazer o con una frase di circostanza.

Credo fermamente nella teoria del caos, quella teoria che ti ha permesso di far parte di quella èlite italiana del 10%, che detiene più della metà della ricchezza del paese. Una teoria che rasenta la cabala se penso che le dinastie che ti hanno preceduto hanno passato indenni due conflitti mondiali. Ma le frasi che hai detto a Sondrio: “i giovani non trovano lavoro perché stanno bene a casa”; e bisogna essere “più ambiziosi” per riuscire nella vita, mi hanno fatto pensare che il più delle volte la ricchezza sprigiona i feromoni dell’onnipotenza.

In Italia non ci sono più imprenditori, tantomeno capitalisti disposti a rischiare.
Il vero imprenditore è quello che investe il proprio capitale, rischia i propri soldi su progetti che reputa validi, investe sugli uomini, sulla conoscenza e sulle idee.
Tanti imprenditori, per come li conosciamo ora, non investono i loro capitali; li fanno girare nella finanza creativa, per creare denaro su denaro, senza alcuna ricaduta sociale.
Lo ha fatto anche la Fiat, negli anni novanta, ma tu ovviamente non lo sai, forse eri a Cambridge.
Io non ho frequentato nemmeno la Cattolica, ma sono sicuro del fatto che non riuscire ad emergere con delle possibilità che tu hai potuto avere, bisogna essere proprio dei pirla.

Caro John,  io non direi mai frasi come quelle che hai pronunciato per un motivo sostanziale. Ci sono valori che i soldi e la ricchezza non possono né comprare né valutare, cioè il rispetto e la dignità delle persone.
In un paese di 60 milioni di cervelli, c’è e ci sarà sempre qualcuno più intelligente, capace e preparato di te;  non altrettanto fortunato.
Ringrazia per questo la teoria del caos alla quale devi tanto, forse tutto.
Ti servirà per essere più avveduto di quanto dai l’impressione di essere.

Carlo Cazzaniga

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: