Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Salone del mobile 2014: considerazioni ad un mese di distanza

In Redazionali on 25 maggio 2014 at 7:14 am

saloni-2014A più di un mese dalla sua chiusura e dopo un’indigestione di eventi, dei quali pochi degni di un termine simile, due sono le sensazioni che ho avvertito.

Due sensazione chiare, nette, sicuramente legate tra loro.
La prima, quella del Fuorisalone, mi ha portato una sensazione di tristezza.
L’altra, ai saloni quelli veri, mi ha riempito di speranza.

Partiamo dal Fuorisalone e dal suo lento ma evidente e inesorabile declino.
Non parlo del numero degli eventi, ovviamente, ma della qualità generale.

I distretti.
Aumentano ogni anno i cosiddetti distretti del design, in altre parole le zone, i quartieri, le vie che ospitano gli eventi (quest’anno ne sono nati altri 3 nuovi oltre ai tradizionali 7/8 esistenti), con il risultato che tutto risulta ancor più dispersivo.
Spesso poi i distretti si spacciano come tali, ma manca un’organizzazione che trasformi una manciata di eventi slegati tra loro in un progetto coordinato, capace di attirare un pubblico di addetti ai lavori e di coinvolgere anche il quartiere e che, in altre parole, renda tutto più piacevole e sensato. Maggiore qualità a discapito di una quantità a sproposito,  non farebbe davvero male.

Gli eventi.
Il numero degli eventi aumenta a dismisura e, come succede in questi casi, diventano così tanti da far passare la voglia di tuffarsi in questo mare festoso, di andare a curiosare anche tra quelli minori (che spesso sono quelli che riservano più sorprese!).
Frequento il Fuorisalone fin dalla sua nascita e vi assicuro la voglia di girare a zonzo per scoprire cose nuove, a Milano, cala di anno in anno.
Il troppo appiattisce tutto e demotiva anche quelli che amano andare alla ricerca di giovani talenti o di idee nuove.

La qualità.
Possiamo chiedere ai direttori artistici di certi “eventi collettivi” o agli organizzatori dei “design districts” di fare una selezione maggiore in termini di qualità?
È vero che in periodo di vacche magre si accetta chiunque paghi per affittare uno spazio, ma bisognerebbe avere il coraggio di dire più “no”. Forse questo farebbe guadagnare meno in termini economici ma di certo molto di più in termini di visibilità.
Artigianato o design?
Il confine non sempre è così netto, ma vogliamo provare a distinguere tra questi due termini?
Il primo non è migliore del secondo, nemmeno viceversa, ma sarebbe più corretto chiamare “design” il design e “artigianato” l’artigianato.
Con buona pace e grande vantaggio per entrambe le categorie.

Extra-settore.
Il salone si sta allargando sempre più a settori che col design c’entrano poco o solo marginalmente (o spesso per nulla). Dalla moda agli accessori, dal food al turismo… Per carità, è vero che tutto è design, ma questa invasione di settori “altri” non fa che aumentare la confusione e sinceramente stanca.

Business is business…
Capito che il business durante il Fuorisalone è grande, calano come barbari venditori  di ogni genere.
Non parlo solo dei venditori di porchetta o di pentole magiche.
Parlo di aziende, anche importanti, che pur di arrivare al grande pubblico creano atmosfere da sagra di paese con dj urlanti, discoteche mobili, imbonitori che distribuiscono gadget e lattine, adesivi e campioni gratuiti, berrettini e gratta e vinci… Per favore… non è l’Oktoberfest.

Tuttavia mi piace l’idea di chiudere con qualcosa che ho apprezzato.
Dopo anni di crisi di idee e di pubblico, quest’anno ho visto in fiera tante belle proposte e tanta gente.
Di recente sono stato costretto, mio malgrado, a criticare Milano e a vedere nelle fiere straniere (Londra, Parigi e Stoccolma soprattutto) i più interessanti punti di riferimento in Europa per quanto riguarda il design.

Quest’anno, finalmente, mi sembra che questa piazza sia tornata protagonista con una bella fiera e che si è ripresa con onore il ruolo perduto.
Personalmente confesso che, forse per la prima volta, mi sono divertito più in fiera che al Fuorisalone.

Carlo Cazzaniga

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