Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Una rivoluzione a passo di gambero

In Redazionali on 17 luglio 2015 at 3:00 pm

a-passo-di-gamberoQuando arte e artigianato erano legati indissolubilmente, nella Grecia antica non esisteva alcun prestigio sociale nelle attività di pittori e scultori, ad unica differenza del poeta toccato dalle Muse.
Un paradigma completamente rovesciato oggi, in cui il pensiero artigiano ha pienamente rivalutato le attività manuali rinverdendone la dignità.
Una tendenza che si riscontra anche dai dati di alcuni istituti di ricerca nei quali si riscontra un intenso movimento “generativo”.

Viene allora da pensare che forse esistono ancora spiragli di speranza attraverso una rivoluzione fatta a “passo di gambero“, che sappia cioè tornare alle origini, nel cuore e nelle officine che del “Made in Italy”,  hanno dato i natali ancor prima che l’Italia fosse unita.
La spina dorsale del Paese è fatta proprio dalle piccole e medie imprese artigianali, che ora però necessitano di nuove leve. A patto però che si abbatta la rigida suddivisione tra una cultura alta, fatta di tomi polverosi e schiene ingobbite, e da una cultura manuale, fatta di mani sporghe di grasso e scaglie di legno.
Al nostro Paese servono nuove braccia da arruolare, facendo nascere in loro curiosità e passione e rendendoli novelli alchimisti della rinascita.
Proprio perchè la tecnologia può e deve incontrarsi con l’arte dell’inventare e poi del fabbricare, trsformando piombo in oro.

Torna utile allora ripensare all’esperienza biografica di alcuni personaggi virtuosi come Michelangelo, che attraverso le loro attività non cambiarono solo la storia dell’arte, ma i destini dell’Europa intera.
Quando lo stesso Michelangelo affermò: “ho vinto l’alta colonna con l’arco” lo fece in riferimento proprio alla superiorità dell’atto artistico-artigianale (l’arco era uno strumento per lavorare il marmo come un trapano ante litteram) riuscendo così a liberare il suo gesto direttamente al cuore del marmo stesso.
L’arte deve recuperare proprio il valore dell’essere riproducibile, una produzione secondo regole che possono essere insegnate e apprese.
Solo così si potrà aggiungere l’esperienza creativa integrale nella quale gesto, tecnica e ispirazione saranno un tutt’uno con la fase realizzativa.

Il neo-artigianato italiano
La vera arte che riguarda la costruzione del futuro risiede nella capacità di fornire un ventaglio ampio e frastagliato di stimoli, che vengano progressivamente ricondotti ad un’attività inventiva che attraverso l’innovazione, possa diventare organica oltre che ampia.
E’ questa la concezione più sana della flessibilità. Che è versatilità e non debolezza dei diritti. Che è capacità di reazione inventiva e non sopravvivenza frustrante.
Poichè il mondo dell’attività professionale non è lineare, ma funziona secondo le regole della vita, ovvero mai riconducibili ad un modello matematico nè ad una media statistica.
Così come non sono stati prevedibili i cambiamenti cha hanno dato forma al nostro presente: il crollo del muro di Berlino, l’avvento di internet,  l’11 settembre, il default delle borse.
Eventi che, nostro malgrado, hanno influito sulle trasformazioni sociali e sulle condizioni professionali ed economiche di ciascuno.
A questo scopo è necessario un percorso iniziatico, simbolico, di crescita e condivisione, che dia il via al processo di cambiamento attraverso l’invenzione.
Soprattutto in questi anni via via più difficili e tempestosi, dove il lavoro non va cercato, ma inventato.

Il bisogno del fare
Quel che serve è un recupero dell’artigianato, quindi. Un neo-artigianato che rappresenti un antidoto alla crisi. E i presupposti ci sono, poichè si avverte un diffuso bisogno di “fare”, di ricorrere a mani rimaste a lungo inoperose. Forse, una naturale reazione al fatto che siamo sempre più immersi nella “realtà aumentata” del web, anche se va sottolineato quanto sia lo stesso “virtuale” a diffondere saperi e nuovi gusti.
Il fare artigianale non è il fratello minore e più primitivo del fare industriale e ingegneristico.
Che si tratti di fabbricare attrezzi o esseri umani, l’artigianalità garantisce pluralismo, sperimentazione, creatività.
Il fare crea conoscienza, costruisce ambienti e trasforma vite.
Del resto noi impariamo osservando, ascoltando, percependo.
Facendo cioè attenzione a quello che il mondo ci comunica. La conoscenza è un processo attivo del seguire e dell’andare avanti.
In questo senso “inventare” è anche un riscoprire le origini dei primati col pollice opponibile, della loro capacità di riadattarsi continuamente in uno scenario mutato e mutevole.

Carlo Cazzaniga

© La Ceramica Moderna & Antica – Ediemme s.r.l. – Tutti i diritti riservati

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