Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

…Quando un paese tutela il proprio interesse … e quello dei propri lavoratori

In Redazionali on 27 luglio 2015 at 8:00 am

spot-tsi
Ogni goccia che cade lontano, rende il vostro prato meno verde. Investire nel giardino del vicino può essere pericoloso
Questo è il messaggio di uno spot televisivo che su Teleticino e Rsi (l’equivalente svizzero della Rai), andrà in onda fino a fine ottobre.
Una controversa pubblicità contro le delocalizzazioni in Italia.
L’ iniziativa è stata ideata da varie associazioni professionali svizzere e punta il dito contro i “padroncini italiani”.

Il video finisce con queste parole: “Nutriamo il nostro territorio, lavoriamo con imprese locali”.
Ad aver ideato lo spot sono l’Associazione interprofessionale di controllo, la Società svizzera impresari costruttori Sezione Ticino, l’Unione Associazioni dell’Edilizia e la Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino.

Sul perché di questa discussa pubblicità si sono giustificati spiegando che: –  “sono sempre più sotto pressione dagli effetti indesiderati causati dall’accordo sulla libera circolazione delle persone e delle prestazioni di servizio, segnatamente dalla crescita esponenziale del numero di lavoratori distaccati e padroncini che lavorano in Ticino”.
Fatto sta che lo spot sta facendo discutere ed è stato visto subito come decisamente anti-italiano.

Tuttavia nasconde una certa onestà intellettuale.
Quella di affermare un diritto senza alcun genere di velatura, retorica, o falso buonismo.
Rappresenta, in sostanza, quanto ogni paese in possesso di una propria identità, dovrebbe essere in grado di restituire ai propri connazionali.
Qualcuno potrà sottolineare una certa discriminazione. Eppure, non impone una regola, nè limita le scelte.
Mette solo il fruitore davanti ad una decisione individuale: quella di sostenere implicitamente il proprio paese scegliendo un’impresa locale a tutto vantaggio della comunità, o quella di scegliere un’impresa esterna con il solo beneficio del tornaconto personale.
Sarà quindi il fruitore finale ad operare una scelta responsabile, come consumatore e come cittadino.

Del resto stabilire i confini della discriminazione è pressochè impossibile.
Banalmente, quando scegliamo un fornitore, ne discriminiamo un altro per conseguenza, per il suo costo o per il suo servizio, per la sua serietà o per la sua correttezza.
Attenzione quindi a parlare di spot anti-italiano.
Non fosse altro per dover stabilire a priori quali siano i confini del concetto di discriminazione.
E prima ancora, di cosa significhi suggerire correttamente un messaggio ai propri connazionali, soprattutto quando le politiche di un paese sono tutte tese, per loro natura, al beneficio esclusivo del paese che rappresentano.
Politiche, che per coerenza, siano disposte anche ad essere attaccate da chi non la pensa allo stesso modo, ma che almeno non si nascondono dietro tignosi calcoli di mero elettorato.

Carlo Cazzaniga

Via:      blitzquotidiano.it
Link:    youtube.com

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