Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Valeria David: la signora dei tessuti

In Case history, Restauro on 28 febbraio 2016 at 8:00 am

veleria-david.3Valeria David, dopo una laurea in economia e commercio, getta le basi di un lavoro che affonda le sue radici nel passato ma che, grazie alle innovazioni del presente.
La sua avventura professionale inizia nel 1978, insieme ad alcuni amici apre ad Ancona uno dei primi negozi di vintage del centro sud.
Si appassiona così tanto, che impara a conoscere i tessuti del mondo e li studia attraverso corsi ed esperienze lavorative presso importanti laboratori di restauro.

Alla fine degli anni ’90 trasforma il negozio di usato in laboratorio artigiano di manufatti tessili d’arredo grazie ad una strepitosa raccolta di antichi merletti e tessuti naturali.
Oggi la banca dati del tessile conta oltre tremila manufatti catalogati, a disposizione della voglia di scoprire la storia del tessuto come vero e proprio dizionario di rapporti culturali sociali ed economici tra vari Paesi.

Da questa banca dati vengono estrapolate alcune borsette da teatro, selezionate poi per una mostra ad Ekaterimburg, in Siberia.
Ecco, io guardo ai tessuti, come attraverso una lente, per scoprire quello che raccontano, come simboli, come oggetti d’uso e oggetti cerimoniali.
E’ per questo che anche un piccolo frammento di stoffa, guardato con la giusta lente, può raccontare tanto”.

Valeria ottiene anche numerosi e prestigiosi riconoscimenti: Maestra Artigiana e Bottega Scuola per il suo laboratorio.
E’ lei che restaura i famosi abiti delle mummie rinvenute durante i lavori di consolidamento della cripta della Chiesa della Santissima Annunziata di Monsampolo del Tronto (Ap). Un ritrovamento eccezionale che permette per la prima volta di testimoniare il passato di gente povera di fine ‘700 / inizio ‘800.

Il laboratorio di Valeria David è uno dei pochissimi a svolgere la preziosa attività di restauro di questi capi e il lavoro inizia nel 2012 per concludersi nel 2014 con l’allestimento di una mostra.
L’attività di restauro dei capi ritrovati (abiti femminili, gilet maschili, calze, cuffie, camicie) passa attraverso delicatissime fasi: disinfestazione, spolveratura con microaspiratori, consolidamento con l’inserimento di tessuti di supporto fissati a cucitura a mano nell’oggetto originale con finissimi fili di seta, infine ricostruzione dell’abito dopo averne studiato e compreso le misure.

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