Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Smartphone: istruzioni per l’uso

In Redazionali on 17 ottobre 2016 at 12:30 pm

segnaletica-smartphoneLa scorsa primavera, appresi dalle pagine di Wired che nel New Jersey vi fosse il proposito di multare i pedoni sorpresi a camminare con lo sguardo chino sugli smarphone.
Cinquanta dollari alla prima contravvenzione, fino a quindici giorni di cella per i più recalcitranti.

Motivazione dei legislatori: un forte aumento di incidenti mortali a danno dei pedoni.
Il fenomeno non è certo circoscritto al solo New Jersey, basti pensare che in tutti gli U.S.A. sono stati due milioni i pedoni rimasti feriti in tutto il 2010 a cause attribuibili al fenomeno.

Triplicando di fatto, un dato risalente al 2004, anno nel quale i device di nuova generazione non avevano ancora fatto il loro ingresso sul mercato.
Li chiamano digital zombies. Immersi nei loro schermi, distratti dal cicalio delle ricezioni e intenti a pubblicare un’immagine, affrontano con ingenuo candore attraversamenti e incroci come fossero soli al mondo.
O meglio, come se nulla potesse essere procastinato.

In Giappone, per lo stesso fenomeno, qualche studio di progettazione urbanistica ha già presentato proposte per corsie dedicate a pedoni affetti da smartphone dipendenza, che si andrebbero ad affiancare alle piste ciclabili già in essere.

Qui da noi, nessuno ha ancora coniato un vezzeggiativo (ci basta prendere in prestito ciò che proviene dal mondo anglosassone) e nessuna commissione urbanistica ne ha voluto farsene carico.
Tuttavia il fenomeno è ormai tangibile. L’uso massiccio dei social, sempre e ovunque, fa dell’utente un pedone indisciplinato e distratto.
Per rendersene conto, è sufficiente girare per le strade nel ruolo di autista o peggio ancora in moto, dove gli spazi di frenata diventano assai più rischiosi.
Stupidi o geniali non sono gli stumenti, bensì il loro uso.
E me ne rendo conto quando leggendo un racconto sulla Stampa, si fa riferimento a un tal Alessandro Bordini, 31 anni, non vedente in seguito ad un grave incidente.

Alessandro s’è inventato un viaggio intorno al mondo per dimostrare che la solidarietà fra gli uomini è garanzia di indipendenza e mobilità. Tra il 2013 e il 2015 è andato dall’America del Nord alla Nuova Zelanda, dalla Russia alla terra del Fuoco affidandosi all’ I-Phone che, grazie ad un softwere integrato per nonvedenti, gli ha permesso di accedere ad internet, usare i social network.
Più lungimirante un ragazzo senza vista di tanti zombie senza testa.

Carlo Cazzaniga
© Daily Lab – ilSole24Ore – Tutti i diritti riservati

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