Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Richard Sennet: “L’uomo flessibile”

In Formazione on 8 aprile 2017 at 5:29 pm

Quanto influisce il “capitalismo flessibile” sulle concrete esperienze di vita delle persone?
Flessibilità, mobilità, rischio sono le nuove categorie di vita contemporanee. Finisce l’assistenzialismo, la burocrazia si riduce, l’economia si fa più dinamica e spregiudicata, e la vita personale ne risente.

Non esistono più stabilità e fedeltà all’azienda, forza del vecchio capitalismo; ora valgono incertezza, perenne innovazione e maggiori, seppur diverse, forme di potere e controllo e diseguaglianze.

Tutto questo ha conseguenze importanti nell’autostima dei lavoratori: il senso di fallimento per l’incapacità di rispondere adeguatamente alle nuove sfide erode progressivamente l’integrità dell’io.
Si manifesta una sempre crescente distorsione del carattere, i cui requisiti di stabilità, durata e permanenza sono in contrasto con la dinamicità, frammentarietà e mutevolezza del capitalismo flessibile.
Lo si vede nei casi, narrati da Sennett, di Rico, figlio “arrivato” di immigrati italiani negli Stati Uniti, o di Rose, un’intelligente e insoddisfatta imprenditrice di mezza età… O dei fornai di un’ipertecnologica panetteria di Boston.
E di molti altri come loro, protagonisti di questo drammatico affresco delle micro-realtà quotidiane che sono il prodotto del nuovo capitalismo.

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