Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Alla ricerca di una sfida educativa

In Redazionali on 1 marzo 2019 at 8:00 am

La vera sfida del momento sembrerebbe educativa.
Un obbiettivo teso nel trovare nuovi modi di trasmettere conoscenza, ma soprattutto nell’insegnare come poterla elaborare.

Lo scopo finale?
Sviluppare una propria autonoma personalità.

La società dei consumi di massa, nella sua fase più matura, ha attivato nei propri protagonisti più giovani una velocità e un’intelligenza sconosciuta nelle generazioni precedenti: i meccanismi decisionali e la capacità di orientamento nei gusti permettono ai ragazzi di muoversi in un paesaggio di stimoli virtuali preventivi che aspettano solo di essere messi alla prova sui grandi temi esistenziali.
E in questo, le arti in genere, sono state da sempre di grande aiuto. Musica, arte, cinema, letteratura ed altre discipline creative hanno sempre saputo sintonizzarsi con il “sentire” più profondo dell’uomo.

Pertanto, il ruolo che la scuola dovrebbe avere in questa nuova sfida educativa è insegnare attraverso una conoscenza empatica. Mai sganciata dal contesto quotidiano e che affondi nel mondo delle relazioni umane. Approfondendo le piattaforme abilitanti che dalle lingue straniere si estendono a storia e geografia, filosofia e matematica, ma sempre evitando il problema dell’eccessiva specializzazione e lavorando invece sulle connessioni e le trasversalità.

Scrive Edgar Morin nel suo libro La Via:
Le due principali minacce per la società e per gli esseri umani sono: una, esteriore, che risulta dal degrado ecologico dell’ambiente; l’altra, interiore, che procede nel deterioramento della qualità della vita e nella metastasi dell’Ego”.
Il narcisismo che emerge come grande minaccia nello scenario della postmodernità impregnata di spettacolarizzazione mediatica e relazione autoreferenziale (come quella proposta da Facebook ) rischia di diventare narcosi.
Narciso, quando si innamora della propria immagine, non ne conosce l’origine, immagina l’altro, non sa di essere se stesso, mentre oggi chi porta avanti il mito di sé, investendo sulla propria immagine, sa benissimo cosa sta facendo. Parlando di narcisismo si fa dunque un torto a Narciso: si propone un modello degradato che amplifica l’enfasi di sé e sminuisce l’amore per l’altro.

Il tema decisivo diventa quindi la conoscenza dell’IO. Nei nuovi modelli educativi è fondamentale spezzare questo circolo vizioso, proponendo nuovi itinerari di consapevolezza: letture improbabili e svariate, ispirazioni incrociate e viaggi in terre lontane alla scoperta del diverso.
L’avventura della conoscenza agganciata a pratiche concrete, possibili, quotidiane. Aiutare i ragazzi a individuare le proprie vocazioni, le proprie passioni, amare il loro futuro e aiutarli a conquistarlo.
Bisognerebbe adottare tecniche di insegnamento che affrontino direttamente questi temi e l’equilibrio tra queste diverse componenti. Selezionando brani musicali, opere d’arte, spezzoni di film ad alta intensità emozionale, trasformando quell’intensità in contenuto didattico.
Quanti di noi hanno scelto la propria strada e costruito il proprio futuro sull’onda emotiva di un film, di un libro, di un personaggio amato?
Ma naturalmente questo non basta: è importante creare una cornice solida, multidisciplinare, una piattaforma di base sulla quale tutti i ragazzi possano poi trovare una propria collocazione, definendo un proprio percorso attraverso conoscenze che diano una profondità ed un senso compiuto, tangibile e finalizzato a quanto si sceglie e si decide.

La nuova sfida educativa diventa allora antropologica e verte sul saper riportare nella sensibilità delle nuove generazioni il senso della vita e della morte, il coraggio della sfida e della crescita, affiancando alla straordinaria palestra tecnologica che ciascuno di loro ha, la possibilità di attivare un’esperienza di educazione sentimentale che parta dalle relazioni di amicizia, affetto, amore.
Ponendo nuovamente al centro i grandi temi dello “stare al mondo”, significherebbe mettere alla prova le nuove generazioni seguendo la straordinaria sensibilità delle loro scelte ed intenzioni.

Carlo Cazzaniga

© D’A Rivista di artigianato & La Ceramica Moderna & Antica – Emil – Tutti i diritti riservati

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