Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Mestieri del domani

In Redazionali on 22 aprile 2019 at 8:00 am

Dicono che “… Il 65% dei bambini che iniziano le elementari farà un lavoro che oggi non esiste…”.
Un’affermazione che affascina ed al tempo stessa mette inquietudine.

Affascina, perché spalanca le porte ad un futuro ancora tutto da disegnare.
Inquieta, perché corrisponde a quel sentimento tipico dell’uomo chiamato paura dell’ignoto.
E disorienta.

Giorni or sono mi è apparsa sullo schermo un immagine del 2015 di Samantha Cristoforetti, che la ritrae con gli occhi al cielo, in uno strano gesto della mano e con indosso una maglietta fuori ordinanza.
In quell’immagine, scattata il 27 febbraio di quell’anno, l’astronauta italiana tributò con un saluto verso l’infinito la scomparsa di Leonard Nimoy. Nome all’anagrafe del leggendario Dott. Spock, personaggio di una neonata saga dal titolo: “Star Treck”. Una serie inedita di fantascienza girata tra il 1966 ed il 1969 e poi giunta a noi attraverso lo schermo televisivo.

L’immagine allegata, che vorrei usare come pretesto metaforico, mi suggerisce una considerazione.
Ci mostra due personaggi trasversali ma indubbiamente collegati fra loro.
Il primo, un attore che impersonificava un personaggio di un futuro di fantasia. Il secondo, un pilota che il sogno lo ha seguito, e che forse, ispirato dagli adolescenziali episodi di Star Treck , ne ha seguito le orme, quasi per osmosi. Sono certo che quando Leonard Nimoy girò la sua parte sul set, mai avrebbe immaginato di ispirare generazioni.
E con la stessa certezza penso che neppure Samantha Cristoforetti, quando venne alla luce nel 1977, avrebbe mai potuto sottoscrivere la sua carriera così come poi è stata.

Mi viene allora da dire, e lo faccio a titolo provocatorio, che il mondo si divide sostanzialmente in due categorie.
In coloro che, anche incosapevolmente, tracciano nuove strade seguendo paradigmi ancora inesistenti ed in coloro che successivamente lavorano incessantemente perché questi sogni si concretizzino.
Cosa ancor più curiosa sta nel fatto che gli uni non possono fare a meno degli altri vicendevolmente, quasi a sottolineare un giusto equilibrio.
Capita allora, uscendo da questa metafora e piombando nell’oblio delle umane angosce, che l’atteggiamento migliore da seguire sia quello di lasciarsi guidare dal flusso degli eventi.
Diversamente da ciò che l’atteggiamento timoroso suggerisce.

Nella computer grafica, si è passati dalla creazione di un semplice algoritmo, all’animazione complessa di un intero film. Non più di venti anni or sono, non si sarebbe pensato di poter girare una “pellicola” in totale assenza di scenografia, ma è accaduto.
Esiste un’industria, quella dei giochi di animazione, che produce un fatturato tre volte superiore a quello dell’industria del cinema, coinvolgendo migliaia di persone in ruoli e compiti che ancora non hanno un nome.
E con questa navigazione virtuale, l’uomo è come fosse già stato in altri mondi.
Al punto che se in un futuro prossimo l’uomo atterrerà su Marte, non sarà in grado di replicare lo scalpore che suscitò l’allunaggio del 1969, in virtù del fatto che virtualmente, su Marte, ci saremo già stati.

C’è un’altra immagine che ho voluto allegare: quella di un paesaggio crepuscolare con una stella visibile nel firmamento.
Il panorama impresso non è terrestre, ma di Marte.
E quel puntino evidenziato dalla freccia è la Terra vista dall’obbiettivo della sonda “Curiosity”.

Un banale pretesto per arrivare a dire che il nostro posto può trovarsi in solamente in due contesti.
O a sognare ed inventare (sulla Terra), o a fare in modo di costruire i sogni altrui (su Marte).
In mezzo c’è solo il vuoto. A ricordarci che se ci dovessimo trovare in quella “terra di nessuno” e senza mai decidere, staremo solo perdendo tempo.

Carlo Cazzaniga
© D’A Rivista di artigianato & La Ceramica Moderna & Antica – Emil – Tutti i diritti riservati

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