Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Le creature ibride di Mark Brooks

In Tecniche digitali on 29 settembre 2020 at 8:00 am

Si chiamano Multis Taskum, Vox Potentus, Sensitivo Empathis, Effectivæ Managerum, etc. etc. ma i naturalisti e i classificatori lineani del passato se li sono fatti sfuggire e non li hanno inseriti in alcun trattato di zoologia.

A questa enorme lacuna ha posto rimedio il graphic designer e art director americano Mark Brooks.

Mark Brooks ha finalmente dato un nome a queste bizzarre creature che trovano il loro habitat naturale negli studi creativi di tutto il mondo, cibandosi di brief, tenendosi alla larga dai temibili pessimi clienti e andando tutto il giorno a caccia delle inafferrabili buone idee.

Pensato per l’ultima edizione dell’annuale Adobe 99U Conference, tenutasi per la prima volta interamente online, il progetto Study of the Creative Specimens si è ispirato al tema della conferenza, che ogni anno raduna alcuni tra i migliori professionisti e le migliori professionista della comunicazione visiva di tutto il mondo, e cioè “The creative self”, il sé creativo.In collaborazione con lo studio spagnolo alademosca, Brooks ha realizzato illustrazioni che rimandano chiaramente alle tavole naturalistiche del ‘700/800 ma rappresentano creature ibride, quali sono, appunto, i designer.



Link:    markbrooksdesign.com
Link:    behance.net

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