Nuove forme e interpretazioni per reinventare ciò che viene fatto da sempre

Archive for the ‘Case history’ Category

Angelo Lussiana: dalla finanza al cartone

In Case history on 21 febbraio 2019 at 8:00 am

Per la sua Cardboard Design, ogni mattina si dedica al cartoni. Pomeriggio e sera ai suoi clienti finanziari.

Dopo 25 anni di lavoro in banca, Angelo Lussiana si mette in proprio. Come creativo e promotore finanziario.
Il materiale comune a tutti i suoi prodotti è il cartone, quello ondulato, degli scatoloni.
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Sergio Boldrin: maestro mascheraio

In Case history on 18 febbraio 2019 at 8:00 am

Sergio Boldrin, classe ’57.
Vive e lavora nella sua Venezia, cornice unica ed ideale per la professione che ha abbracciato.

E’ maestro mascheraio con due noti atelier nella in città che gestisce con il fratello Massimo.
Qui, la cartapesta, è la materia prima.
La bottega è celebre anche per aver collaborato con il teatro e con il cinema, in particolare con le maschere realizzate per il film di Stanley Kubrick “Eyes Wide Shut“.
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La filosofia dello sci secondo Christian Alary

In Case history on 12 febbraio 2019 at 8:00 am

La Fabrique du Ski è un marchio che pone nel 2013 lo stato di inizio attività.
Il suo fondatore, Christian Alary, ha lavorato per un famoso marchio di snowboard e sci negli Stati Uniti, fino a quando non decise di rimpatriare per fondare una propria compagnia.
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Citazioni e aforismi 96: Konstantinos Kavafis

In Case history on 9 febbraio 2019 at 8:00 am

…..
“Sempre devi avere in mente Itaca, raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio; fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio metta piede sull’isola, tu, ricco dei tesori accumulati per strada senza aspettarti ricchezze da Itaca.

Itaca ti ha dato il bel viaggio, senza di lei mai ti saresti messo sulla strada: che cos’altro ti aspetti? ….
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La natura minimalista di Trüf

In Case history, Tecniche digitali on 24 gennaio 2019 at 8:00 am


Fondato nel 2006 da Adam Goldberg e Monika Kehrer, lo studio americano Trüf, di base in California, lavora principalmente nel campo del branding ma, tra un cliente e l’altro, nei loro assolati uffici di Santa Monica i designer si tengono in allenamento creando piccole serie illustrate che obbediscono ai principi estetici che guidano anche l’attività commerciale dell’agenzia, il minimalismo.
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Lorenzo Bassotti: declinare tutto ad una fonte di luce

In Case history, Riciclo on 7 dicembre 2018 at 8:00 am

Lorenzo Bassotti era un magazziniere.
Lo è stato per vent’anni prima di concedersi di occuparsi a tempo pieno forse alla sua vera natura: quella di trasformare oggetti sotto una nuova luce.
Già, perchè è proprio con la luce che Lorenzo manipola i suoi oggetti di recupero.

Dal suo laboratorio, tra trapani e smerigliatrici qualsiasi oggetto ritrova il suo orgoglio di un tempo e di un suo senso proprio.
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Massimo Sirelli: robot con una vena di nostalgia

In Case history, Riciclo, Vintage on 5 dicembre 2018 at 8:00 am

Massimo Sirelli è un designer nostalgico. Trasforma oggetti da buttare in robot da adottare.
Trovo ispirazione in pezzi che ho catalogato nel tempo“.

Nel quartiere torinese di Vanchiglia si è ritagliato un rifugio-laboratorio dove su un soppalco realizza i suoi pezzi.
Ha un debole per il ferro arrugginito, con quel colore conferito dagli ossidi che trasuda della sua stessa storia. Nell’intimo sogna di realizzare robot giganti, riciclando carcasse di auto.
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Il “Social riciclo” di Luca Ignizio

In Case history, Riciclo on 3 dicembre 2018 at 8:00 am

Laureato in disegno tecnico al Politecnico di Milano, bramava di vedere subito realizzati i prodotti da lui stesso progettati. E senza attendere che le aziende le producessero per lui, materiali di scarto e piccoli artigiani diventavano i primi passi da afrontare.

A spalancare le porte all’audacia è stato un premio ottenuto durante la settimana del design di Tokyo, rompendo gli indugi dopo una parentesi iniziale trascorsa in azienda progettando per terzi.
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Le varie “sfaccettature” di Susie MacMurray

In Case history on 16 ottobre 2018 at 8:00 am

Fermaglio a catena, aghi e guanti per lavare i piatti: sebbene non siano i materiali che ci si aspetti per un vestito, l’artista inglese Susie MacMurray li usa nelle sue sculture ispirate ai capi.

Il primo pezzo di MacMurray in questo corpo di lavoro è stato “Gladrags“, realizzato nel 2002 da 10.000 palloncini rosa.
Da allora, l’artista ha prodotto diverse altre sculture apparentemente indossabili tra cui Medusa (catena di rame), Vedova (in pelle e 100.000 aghi da sarta) e A Mixture of Frailties (1.400 guanti per la casa).
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Controprogetto: 4 neoartigiani reinventano scarti

In Case history, Riciclo on 8 ottobre 2018 at 8:00 am

Quattro ragazzi in guanti e tuta under 40.
Quando hanno cominciato non era ancora di moda, ma reinventarsi prodotti finiti da materiale di scarto è diventato il loro oggetto sociale.

La loro palestra è stata “La stecca degli artigiani“: incubatore sperimentale milanese, poi un parco giochi per una sperduta località del Kosovo.
Da allora non hanno più smesso.
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